Il Quartetto Guadagnini per ‘Cervo is Magic’

Vi lasciamo alla lettura di questa recensione uscita in seguito al nostro concerto del 25 agosto 2016 nella bellissima città di Cervo per il Festival Internazionale di Musica da Camera. Una serata davvero magica! Le foto in fondo all’articolo.

di Laura Sergi – Non siamo mai stati a Cervo (vergogna!), e ieri sera abbiamo colmato questa lacuna: al 53° Festival internazionale di Musica da Camera, sul sagrato dei Corallini, all’appuntamento del 25 agosto con il Quartetto d’archi Guadagnini, c’eravamo anche noi.

Sul palchetto allestito a ridosso della scalinata della chiesa di San Giovanni Battista, la presentazione è affidata a Walter Norzi, consigliere delegato al Festival, che invita ad un minuto di silenzio per le vittime del terremoto. ‘Purtroppo oggi quelle popolazioni non possono gioire di eventi come questi’, dichiara al pubblico in piedi.
Ed eccoli i quattro giovani protagonisti della serata: Fabrizio Zoffoli al violino, Giacomo Coletti al violino, Matteo Rocchi alla viola e Alessandra Cefaliello al violoncello.

All’interno di un evento per pagine di musica classica e romantica, la prima parte del programma, contrassegnata da intensità drammatica, vede le note di Wolfgang Amadeus Mozart nel Quartetto per archi n. 15 in re minore K421, del 1783 (Allegro / Andante / Minuetto e trio. Allegretto / Allegro ma non troppo). Nella seconda parte le note più coinvolgenti, contrassegnate da fantasia timbrica e ritmica particolarissima, di Antonín Leopold Dvořák, nel Quartetto per archi n. 12 ‘Americano’ in fa maggiore, op. 96, del 1893, per un inno al folclore statunitense (Allegro, ma non troppo / Lento / Molto vivace / Finale). La musica nasce a Spilville, dove vivono boemi immigrati, ed in particolare è proprio l’ultimo Rondò che evoca le danze contadine boeme.
Quattro ragazzi che così si presentano: ‘Nell’esistenza di un musicista non esiste un tempo per la musica ed un tempo per la vita: la musica è vita e tutto ruota attorno ad essa. Affermarsi e farsi strada, oggi, non è affatto semplice: umiltà, dedizione e sacrificio sono l’occorrente necessario. Ci impegniamo molto in questo e, di tanto in tanto, le gratificazioni arrivano anche per noi’.

Dopo averli ascoltati, possiamo aggiungere che un loro punto di forza è sicuramente l’appartenenza al gruppo, invidiabile, che li accompagnava nell’esecuzione e dava l’idea del loro affiatamento: si sono formati grazie alle ‘dritte’ dei musicisti genovesi del Quartetto di Cremona all’Accademia ‘W. Stauffer’, giungendo ad essere una delle formazioni più promettenti del nostro Paese, vincitrice del premio dedicato a Piero Farulli nella 33ma edizione del Premio ‘Franco Abbiati’, il riconoscimento più ambito nel campo della critica.
Giovani loro, ma giovane anche il Quartetto nel suo insieme, che nasce nel 2012. Affascina il loro privilegio di poter usare strumenti prestati da Gianni Accornero: il violino Giovanni Francesco Pressenda del 1838 per Zoffoli, il violino Francesco Guadagnini del 1885 per Coletti, la viola per Rocchi e il violoncello per Cefaliello di Annibale Fagnola del 1910.

Una serata magica, quindi, che è poi il leit-motiv che accompagna la manifestazione (Cervo is magic), così come magico il percorso per giungere in vetta, in uno dei ‘Borghi più belli d’Italia’.
Possiamo prenderci ancora un minuto per sottolineare il pubblico composto (e quanti ragazzini!) seduto sul sagrato della parrocchia? Che poi è il più sciolto ad esclamare il proprio consenso per la scelta del bis sulle note di Johann Sebastian Bach…

Le foto della serata sono a questo link:
http://www.sanremonews.it