Quartetto Guadagnini: palco giovane al Teatro Bellini di Catania

Ringraziamo il giornale online “Informa Sicilia” per questo articolo dedicato al nostro concerto avvenuto il 15 giugno 2016 al bellissimo Teatro Bellini di Catania.

Buona lettura!!

La penultima esibizione della stagione di concerti sinfonici e cameristici del Teatro Bellini di Catania ha portato sul palco la freschezza del giovanissimo Quartetto Guadagnini. Un’esibizione breve che forse meritava qualche poltrona occupata in più.

Al puntualissimo start del Massimo hanno fatto la loro comparsa sulle scene i 4 giovani archi: i violini Fabrizio Zoffoli e Giacomo Coletti, la viola Matteo Rocchi e il violoncello Alessandra Cefaliello. L’atmosfera è proprio quella cameristica: sin dalle prime note sembra di ritrovarsi in un antico salone, nell’intimità dell’ascolto di opere esclusive dei servigi di qualche Signore. Si inizia, in dolcezza, dal Quartetto per archi n. 13 op. 29 in la minore di Schubert.

Il Teatro Massimo, ieri sera è apparso come un quadro: da un lato la platea, semivuota, ma che in questo modo rende ancor più intima l’esecuzione; dall’altro i quattro giovani, che si esibiscono in perfetta intesa e con frequenti scambi di sguardi. In prima fila, a completamento della visione fotografica dello spettacolo, una ragazzina dallo sguardo brillante che sembra rapita dall’oscillazione degli archetti sugli strumenti. Il pubblico, nelle pause, non applaude, lasciando che il silenzio mantenga l’equilibrio e la consequenzialità dei suoni.

Giunge la pausa e la platea si libera finalmente degli applausi trattenuti fino a quel momento riempiendo i Guadagnini di vera approvazione. I quattro giovani, provenienti da Ravenna, Pescara, Roma e Bari, vantano una strumentazione unica a supporto del loro talento: un violino di Giovanni Francesco Pressenda, datato 1838, un Francesco Guadagnini del 1885, e viola e violoncello di Annibale Fagnola, datati 1910.

Al rientro Schubert lascia il posto a Béla Bartók e l’aria diventa più spessa: è la volta del Quartetto per archi n. 4 in do maggiore, che toglie l’atmosfera da concerto romantico per lasciare spazio, almeno nella parte iniziale, a foga e tormento. Il pubblico è soddisfatto e il concerto, ben presto, volge al termine.

Prima dell’ultimo applauso, però, i 4 Guadagnini scelgono di lasciare il palco con un Johann Sebastian Bach fuori programma.

Benedetta Intelisano