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La grande energia del Guadagnini al Festival Margola

"Ma una costante nell’interpretazione del quartetto «Guadagnini» si è notata fin da subito, dal Quartetto op. 20 n. 2 di Haydn che, pur nella raffinata eleganza delle suoi tre movimenti, ha lasciato spazio ai quattro giovani archi per una resa decisa, dai colori vivaci.

Una caratteristica che si è notata ancor più marcata nel Quartetto K 590 di Mozart, brano della maturità del Salisburghese - anzi, l’ultimo Quartetto di Mozart - nel quale, specialmente nell’Allegro finale (che ha dello straordinario nella sua complessità), i quattro archi hanno letteralmente gareggiato in bravura."